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AREAW4
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AreaW4 è un processo di stampa offset a elevate prestazioni, che riproduce fino a 520.000 toni di colore in quadricromia (+40% rispetto ai limiti fissati dagli standard ISO). Ideato da Trifolio per realizzare libri di qualità superiore, è un progetto aperto, in continua e rapida evoluzione, che unisce sapientemente le intuizioni degli sviluppatori con i progressi della tecnologia. AreaW4 è un laboratorio di idee innovative, un reparto di ricerca avanzato e una realtà produttiva concreta. Trifolio garantisce ai propri clienti una qualità di stampa visibilmente non consueta nel panorama dell’editoria d’arte.

La teoria del colore è un ramo specifico della fisica ottica, che studia la classificazione dei colori e la loro percezione da parte dell’occhio umano. Il colore è un fenomeno fisico che l’uomo percepisce grazie a tre condizioni fondamentali:


  1. La luce
  2. Le proprietà fisiche della materia
  3. La fisiologia dell’occhio


1) Luce


La luce è una radiazione elettromagnetica emessa da una sorgente luminosa di lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 nm e occupa la porzione di spettro elettromagnetico tra l’infrarosso e l’ultravioletto. La luce che noi percepiamo bianca è in realtà composta da radiazioni di lunghezza d’onda diversa comprese in questo intervallo del visibile, dal violetto al rosso. Prova ne è che quando la luce attraversa un prisma trasparente o le goccioline in sospensione nell’atmosfera si scompone nell’arcobaleno.


Per la comprensione dei nostri sistemi di stampa, le caratteristiche della luce che interessano maggiormente sono:


  1. La temperatura di colore
  2. L’indice di resa cromatica

a) Temperatura di colore


La temperatura di colore di una sorgente luminosa è una misura numerica della sua apparenza cromatica (tonalità). Si basa sul principio che qualunque oggetto, se viene riscaldato a una temperatura sufficientemente elevata, emette luce. Il colore di quella luce varia con un andamento prevedibile all’aumentare della temperatura: l’oggetto passa gradualmente dal rosso all’arancio, poi al giallo e al bianco, fino al bianco-azzurro. Pertanto la temperatura di colore è la temperatura, espressa in gradi kelvin (K), alla quale il colore dell’oggetto corrisponde esattamente a quello della sorgente luminosa.


b) Indice di resa cromatica


L’indice di resa cromatica (Ra) fornisce indicazioni su come una determinata sorgente luminosa rende i colori degli oggetti illuminati. È un sistema derivato dagli esperimenti sulla visione per valutare l’impatto esercitato da differenti sorgenti luminose sul colore percepito di oggetti e superfici.

2) Proprietà fisiche della materia


Le caratteristiche della materia sono una variabile determinante rispetto al colore percepito. Infatti gli oggetti sottoposti alla radiazione luminosa reagiscono diversamente a seconda della propria sostanza: un oggetto che assorbe tutte le lunghezze d’onda della luce risulta nero; al contrario, se non ne assorbe nessuna risulta bianco; se infine è selettivo ci appare nei milioni di colori che la natura ci mostra.


3) Fisiologia dell’occhio


L’occhio è l’organo di senso principale dell’apparato visivo e ha il compito di ricevere le informazioni dall’ambiente esterno attraverso la luce. È un sistema ottico in cui il cristallino funge da obiettivo e la retina da rivelatore della luce mediante uno strato di ricettori (coni e bastoncelli) collegati al cervello attraverso il nervo ottico. I bastoncelli sono deputati alla visione in condizioni di bassa illuminazione, ma non sono particolarmente sensibili al colore; invece i coni sono di tre tipi sensibili, in corrispondenza di diverse lunghezze d’onda (rosso, verde e blu) e determinano con una certa precisione la percezione del tono.

La visione di un colore nonché la capacità di distinguere una variazione di tono restano comunque un fatto soggettivo, dipendente dalla concentrazione, dall’allenamento, dalle condizioni ambientali eccetera.


A questo punto è possibile affermare che un colore si può determinare in due modi: variando la luce (sintesi additiva) o variando le caratteristiche della materia (sintesi sottrattiva).


Avendo a disposizione tre sorgenti di luce di lunghezza d’onda singola e specifica, corrispondenti a luce rossa, blu e verde, si possono sommare in combinazioni e quantità (energia) diverse in modo da ottenere diversi toni di colore, visibili all’occhio, illuminando con questo fascio una materia bianca. È il principio con cui funzionano video e fotocamere digitali. È chiamata sintesi additiva.

Utilizzando invece una luce bianca, ovvero una luce comprendente tutto lo spettro del visibile e colorando la materia bianca con tre colori (azzurro, giallo e rosso cremisi) in quantità diverse, il risultato è diversi toni di colore. È il principio con cui funzionano la stampa, la pittura, le pellicole fotografiche e cinematografiche. È chiamata sintesi sottrattiva.

Valutando in 7,5 milioni i colori esistenti, con un calcolo empirico si possono fare queste considerazioni:


  • l’uomo è in grado di distinguerne circa un terzo (2,5 milioni)
  • le tecnologie con sintesi additiva ne riproducono circa un quarto (1,8 milioni)
  • le tecnologie con sintesi sottrattiva ne riproduce al massimo 1,3 milioni
  • il sistema standard offset non supera i 400 mila colori

È evidente che la tecnica fotografica, sebbene sia lontana dal poter riprodurre tutte le variazioni tonali esistenti, non è distante da quello che è in grado di percepire l’occhio umano. Al contrario, una pubblicazione cartacea standard ha dei limiti notevoli, perché non riesce a riprodurre né un terzo dei colori che potrebbero essere presenti in un affresco o in un dipinto né un quinto di quelli possibili in una fotografia.

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